La cassa pensioni

La cassa pensioni lpp (Legge sulla Previdenza Professionale) detta anche secondo pilastro) completa l’AVS/AI (Assicurazione Vecchiaia Superstiti/Assicurazione Invalidità) e intende garantire all’assicurato un livello di vita simile a quello che si aveva prima di andare in pensione.

Diversamente all’AVS, che assicura nello stesso modo tutta la popolazione, la previdenza del 2° pilastro è obbligatoria solo per i lavoratori dipendenti. La Legge sulla previdenza professionale (LPP) definisce le prestazioni minime a cui hanno diritto gli assicurati al 2° pilastro lasciando alle singole istituzioni o casse la libertà di prevedere prestazioni più generose agli affiliati. Ogni istituzione e ogni cassa pensione (ce ne sono oltre 4 mila in Svizzera) ha un regolamento al quale fare riferimento per informarsi sulle prestazioni previste.

La legge sulla previdenza professionale è stata adottata dalle Camere federali nel 1982 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 1985 ma già prima del regime obbligatorio, erano attive numerose casse pensioni e alcuni ordini professionali avevano già un sistema di previdenza professionale. La difficoltà di armonizzare tutti i regolamenti già in vigore sarebbe stato molto complesso ragion per cui il Legislatore ha optato per delle prescrizioni obbligatorie minime.

Le norme riviste entrate in vigore il 1° gennaio 2005 hanno permesso l’accesso alla cassa pensione a un numero maggiore di pensionati (grazie alla riduzione della soglia di accesso) e l’introduzione della rendita per vedovi.

La legge prvede tre condizioni che occorre soddisfare per aderire a un’istituzione di previdenza professionale:

  1. avere almeno 17 anni compiuti
  2. esercitare un’attività lucrativa dipendente
  3. avere un salario annuo di almeno 20'520 fr. (valore del 2009)

Tra i 17-18 e i 24 anni l’obbligo assicurativo copre solo il caso di decesso o invalidità dai 25 anni che il dipendente inizia a versare i premi per l’avere di vecchiaia.

L’obbligo cessa con l’età del pensionamento, che è la stessa dell’AVS, ma vi sono casse che permettono di andare in pensione anche prima.

Il premio da versare per il 2° pilastro è a carico di entrambe le parti, dipendente e datore di lavoro e la quota parte versata dall'azienda deve essere almeno uguale al premio versato dal dipendente. Normalmente il premio viene pagato in parti uguali dal dipendente e dall'azienda (tramite una trattenuta mensile dalla busta paga) ma ci sono datori di lavoro che versano una quota maggiore del premio e questo è un interessante vantaggioo per il dipendente.

Il salario assicurato tramite LPP è limitato al salario annuo tra il minimo di 23'940 fr. e il massimo di 82'080 fr (valori del 2009). Il massimo del salario assicurato per legge è quindi di fr. 58’140 mentre quello minimo è di fr. 3’420. Il salario coordinato serve da base per il calcolo dei premi LPP ma il datore di lavoro può estendere il salario assicurato al di sotto del minimo o al di sopra di quanto indicato nella legge.

La somma che si percepirà come pensione di vecchiaia viene calcolata sul capitale accumulato durante gli anni di lavoro comprensivo di interessi del 2,5% (al 1.1.05). Nella parte obbligatoria della LPP è concessa gli assicurati possono ritirare un quarto del capitale di vecchiaia al momento del pensionamento anche se i regolamenti degli istituti di previdenza potranno offrire una quota maggiore o l’intero ammontare della prestazione di vecchiaia.

Sempre che il regolamento della cassa lo preveda, anche nel 2° pilastro (come per il 1°)  è possibile anticipare l’età del pensionamento ma l’anticipo comporta di regola la riduzione del tasso di conversione e di conseguenza la riduzione della pensione mensile.

Alcune aziende per agevolare questo anticipo prevedono rendite transitorie ma bisogna notare che non si tratta di un diritto acquisito del dipendente ed occorre informarsi e fare bene i propri calcoli.

Gli uomini restati vedovi possono beneficiare (dal 1.1.05) delle stesse condizioni delle donne vedove e le casse pensioni possono inserire tra i beneficiari di rendita in caso di decesso anche i partner conviventi. 

Chi lavora a part time ha un reddito ridotto e in molti casi non raggiunge l’ammontare annuo minimo previsto dal regime obbligatorio LPP. Queste persone non godranno godere di una pensione di vecchiaia. Per loro la soluzione potrebbe essere l’adozione di una deduzione di coordinamento minore, pari alla percentuale di lavoro e vi sono istituti assicurativi che prevedono coperture di questo tipo. Non basta che il dipendente lo voglia ma anche il datore di lavoro deve essere d’accordo su questa estensione poiché entrambe le parti sono chiamate al pagamento della quota assicurativa.

Questo problema è ancora più evidente nel caso di una persona impiegata part time presso più datori di lavoro che pur percependo un reddito globale che soggetto all’obbligo dell’iscrizione alla previdenza professionale potrebbe non risultare soggetto all’obbligo presso i singoli datori di lavoro. Questo crea un risparmio apparente per il dipendente (che non versa il contributo mensile) e un risparmio reale per le aziende che non devono contribuire alla sua previdenza professionale.